Asilo gratuito per il quarto figlio
Asilo gratuito per il quarto figlio: un’iniziativa-pilota
a livello nazionale è stata presentata oggi dall’Assessore
ai Servizi Sociali Pietro Luciano. Alla conferenza stampa hanno partecipato
anche la dirigente del Settore Servizi alla Persona Giulia Spano, l’assistente
sociale Masina Piro e la Dr.ssa Paola Lopez. “Gli anziani, gli
ammalati e i bambini-ha spiegato Pietro Luciano- rappresentano tre priorità
per l’amministrazione comunale e per il mio assessorato in particolare.
Stiamo varando un programma innovativo, scaturito da una considerazione:
ad Olbia nascono pochi bambini in rapporto al numero degli abitanti.
Quindi il ricambio generazionale è lento. Ad attestarlo sono
i dati: lo scorso anno in città le nascite sono state 875 ma
questo numero comprende anche i bambini residenti fuori Olbia, le cui
madri, per motivi diversi, hanno partorito nel nosocomio cittadino.
In realtà i neonati olbiesi sono stati appena 428. Una cifra
davvero bassa se la rapportiamo al numero degli abitanti, quantificato
in circa 50.000. Abbiamo quindi pensato di incentivare la natalità
con un programma rivolto alle famiglie che hanno già tre figli,
garantendo il percorso gratuito dell’asilo fissato in tre anni.
Il quarto figlio, in pratica, verrà ammesso d’ufficio in
uno dei degli asili-nido comunali.
Attualmente sono operativi quelli di Via Gallura e di Poltu Quadu (complessivamente
possono ospitare 102 bambini); dal prossimo anno a questi si aggiungerà
quello di Via Botticelli, con un’ulteriore disponibilità
di 40 posti”. L’assistente sociale Masina Piro ha precisato
che “quest’anno, negli asili-nido comunali, c’è
stato un implemento dell’équipe educativa grazie al supporto
di un gruppo specialistico composto da una pedagogista, una psicologa
e un pediatra”. L’assessore Luciano ha sottolineato la peculiarità
di Olbia, definendola “non città della tolleranza ma dell’accoglienza.
Il fatto di essere un centro multietnico e un polo di attrazione, scelto
come domicilio da gente proveniente da altre zone della Sardegna e anche
dalla Penisola, fa indubbiamente piacere ma non si deve sottovalutare
il problema dell’invecchiamento della popolazione residente. E’
importante garantire anche un certo “dinamismo” nelle nascite
per ringiovanire il tessuto sociale di una città in continua
evoluzione; a noi amministratori spetta anche il compito di programmare
il futuro, tenendo sempre presente che le risorse umane sono al centro
di ogni tipo di sviluppo”.