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Il contributo del Consiglio comunale di Olbia al Sinodo Diocesano

La seduta pubblica ed informale del 24/07/03, incentrata su un unico ordine del giorno: “Il contributo del Consiglio Comunale di Olbia al Sinodo Diocesano”, ha rappresentato un importante momento di riflessione e confronto tra S.E. Monsignor Paolo Atzei, Vescovo della Diocesi di Tempio- Ampurias e gli amministratori comunali. I lavori sono stati aperti e coordinati dal Presidente del Consiglio Tonino Pizzadili; insieme al più alto rappresentante della Chiesa gallurese, c’erano anche i parroci di Olbia e delle frazioni; Suor Luigia Leoni responsabile della Caritas diocesana e Don Gianfranco Saba, Direttore dell’Istituto di Scienze Religiose. Numerosi cittadini hanno seguito con interesse i vari interventi, iniziati alle 21,30 e terminati intorno all’una, con la conclusione affidata a Mons.Atzei.

Le prime parole di benvenuto ai rappresentanti della Chiesa, espresse dal Presidente Pizzadili, a nome di tutto il Consiglio, hanno sottolineato la “necessità di impegnarsi con umiltà e una cura particolare per capire i tanti problemi di una società complessa e multietnica come quella olbiese. Nel rispetto delle rispettive autonomie, la Chiesa e le istituzioni locali devono rafforzare la loro collaborazione per provvedere alle necessità dei singoli cittadini e rispondere ai loro bisogni essenziali. In questa città-crocevia sempre più cosmopolita, il perseguimento del benessere economico e dei valori materiali non deve far perdere di vista quelli etici e spirituali”. Nel suo intervento, il Vescovo Mons.Atzei è subito entrato nel merito dei problemi: “ Intanto bisogna dotare Olbia e il suo territorio di nuove istituzioni parrocchiali.

D’intesa con l’amministrazione, che ha già destinato notevoli risorse per interventi sulle chiese esistenti, si stanno individuando delle aree per l’insediamento di nuovi Istituti religiosi. Previsti anche corsi di formazione a livello socio-politico e una serie di iniziative in grado di coinvolgere le famiglie che devono assolutamente recuperare la consapevolezza del loro ruolo educativo e di aggregazione”. Mons.Paolo Atzei si è detto anche preoccupato per le tante situazioni di grave indigenza, “spesso vissute con estrema dignità ma non per questo meno drammatiche”. Le sacche di vecchie e nuove povertà, ancora presenti sul territorio, hanno come contrasto altri scenari, anche questi al centro dell’attenzione del Vescovo “…poiché dietro l’offerta del nostro patrimonio ambientale e paesaggistico si possono intuire enormi e non sempre trasparenti questioni.

La posta in gioco è altissima; chiediamo scelte politiche che non sviliscano il territorio”. Tra gli interventi più interessanti di maggioranza e di opposizione segnaliamo quelli di Paoletta Sini che ha definito Olbia una “città complessa e ricca di tutto, sia in positivo che in negativo: valori e miserie, interessi mercantili e volontariato diffuso; per governarla al meglio bisognerebbe ricercare quella unità d’intenti che trova una barriera nelle divisioni politiche”. Il consigliere Pier Luigi Caria ha sottolineato “la carenza di sacerdoti impegnati sul territorio comunale: appena undici, un numero assolutamente insufficiente considerato che il totale degli abitanti, tra residenti censiti e domiciliati, ha abbondantemente superato le 50.000 unità”. Caria ha chiesto al Vescovo la sua disponibilità per incontrare, a scadenza almeno trimestrale, gli amministratori olbiesi, programmando un “confronto periodico operativo”. Il consigliere Tore Derosas ha evidenziato quanto “a settant’anni di distanza dall’ultimo Sinodo, sia cambiata la società gallurese. La ricerca di un edonismo sfrenato ha fatto dimenticare problemi gravi e ancora insoluti. Chiesa territoriale ed enti locali devono impegnarsi per aprire concretamente la stagione del dialogo ed iniziare un percorso comune nel segno di un nuovo umanesimo laico-religioso”.

Altri consiglieri di maggioranza e di opposizione (Taglioli, Cocciu, Sanna, Murrighile, Piro, Fiorentino, Burrai, Satta Sirianni e Luciano) hanno approfondito i vari aspetti relativi al dialogo tra Chiesa e istituzioni, insistendo, con toni e modi diversi, sulla necessità di tenere alta l’attenzione su temi fondamentali quali: il diritto al lavoro, la riscoperta dei valori etici ed una visione più ampia della politica. Sollecitata in quasi tutti gli interventi una “più diffusa presenza fisica della Chiesa, anche attraverso la creazione di nuovi oratori e l’attivazione di nuovi Istituti religiosi”. Giampiero Scanu ha lanciato l’idea di una Convenzione, “gli accordi olbiesi” per una stagione di studio e di proposte varate congiuntamente da Consiglio comunale e Diocesi. Scanu ha sollecitato “incontri e verifiche periodiche tra operatori di chiesa e politici locali, nell’ambito di iniziative concrete nell’interesse della comunità.”. Il Sindaco Settimo Nizzi, ha ribadito il ruolo essenziale del turismo per l’economia di un territorio che “vuole crescere in tutti i suoi aspetti, compresi quelli spirituali e culturali”. Il Sindaco ha confermato l’arrivo dei Salesiani ad Olbia, a partire dal prossimo autunno; prevista anche l’apertura in città dell’Istituto Euromediterraneo (una sezione dell’Istituto di Scienze Religiose) e di un Centro di Volontariato. Altra novità: il palazzetto adiacente la Chiesa di San Paolo, acquistato dall’amministrazione comunale non verrà demolito (il permesso è stato negato dalla Soprintendenza) ma restaurato.

“Sarà la tua casa ad Olbia” – ha dichiarato il Sindaco Nizzi rivolgendosi al Vescovo. Molto significativo l’intervento di Suor Luigia Leoni che, operando per la Caritas diocesana, ha detto di aver “imparato ad ascoltare ed ad affinare la vista per individuare i bisogni, i problemi e, soprattutto le risorse delle persone, anche di quelle più disgraziate. E sono proprio le risorse che dobbiamo far emergere, con forza e con ottimismo, per ridare ad ognuno speranza e dignità. Partendo sempre da un presupposto: le cose più belle non si comprano, non hanno un valore quantificabile in denaro”. Quanto ai giovani di oggi, Suor Luigia li ha definiti “più poveri di quelli di ieri. Soffrono per la mancanza di valori veri, hanno bisogno di essere ascoltati, cercati e stimolati. Le famiglie sono in crisi perché è in crisi la società e ogni individuo deve trovare in sé la forza per costruire un mondo migliore. Il ruolo della Chiesa è quindi fondamentale perché si ha sempre più bisogno di riferimenti e certezze”.