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Raccolta di firme per la legge che garantisce l’origine dei prodotti alimentari sardi e italiani

Questione di etichetta: si è conclusa ad Olbia, con una conferenza stampa in sala Giunta, la campagna di raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare della Coldiretti. L’obiettivo è arrivare all’indicazione obbligatoria nell’etichettatura dell’origine dei prodotti alimentari. Fedele Sanciu, Presidente Coldiretti Sassari, ha spiegato che si tratta di “una battaglia importante che raccoglie consensi ovunque e trova tutti d’accordo. Abbiamo voluto “personalizzare” l’iniziativa, lanciata a livello nazionale, ideando un’efficace ed originale campagna promozionale che ha coinvolto, come testimonial, giovani atleti sardi di successo nelle rispettive discipline sportive. Abbiamo già raccolto 4.500 firme, entro fine mese contiamo di arrivare a 10.000”.

Nei prossimi 15 giorni, che coincidono con la chiusura della campagna, ci concentreremo sul territorio gallurese. Siamo fiduciosi nella risposta degli amministratori, delle associazioni e di tutti i consumatori”. L’intero territorio provinciale è stato tappezzato di manifesti; le belle fotografie di Marco Ceraglia colpiscono indubbiamente l’attenzione anche dei passanti più distratti, per l’originalità dell’abbigliamento indossato dai tredici atleti ritratti in gruppo e, per quello che ognuno di loro tiene in mano; ortaggi, salumi, bottiglie di olio e di vino. Sono i prodotti tipici del territorio; una risorsa già fondamentale per l’economia della Regione ma che può e deve essere ulteriormente valorizzata.

Il Sindaco Settimo Nizzi ha ribadito “il diritto del consumatore a conoscere la zona di provenienza del prodotto agricolo. Ma oltre ad una maggiore garanzia dal punto di vista della qualità e della salubrità, ci sarebbe un grande ritorno d’immagine per i prodotti di eccellenza del comparto agroalimentare, dove la Sardegna si è ritagliata uno spazio di rilievo”. Angelo Corsetti, direttore provinciale della Coldiretti, ha sottolineato “l’unanime e trasversale consenso riscosso da questa proposta di legge, firmata da 270 parlamentari di tutti gli schieramenti. Abbiamo invitato tutti i sindaci a votare nei rispettivi Consigli comunali, un ordine del giorno che impegni il Governo centrale sui temi dell’agricoltura.

La gente ha capito che la battaglia della Coldiretti è finalizzata alla salvaguardia del sistema-Italia nel suo complesso; non ci sono interessi particolari o una lobby da tutelare, ma vogliamo migliorare il qualità della vita e legare il prodotto al territorio.” Per Salvo Manca, segretario territoriale della Cisl, “la riconoscibilità dei nostri prodotti porterebbe un forte rilancio dell’intero tessuto economico regionale e favorirebbe lo sviluppo turistico delle zone interne”. Alessandra Giudici, vice-presidente della Camera di Commercio di Sassari ha sottolineato come “in tempi di globalizzazione vengano ancora più apprezzati i prodotti tipici, e di nicchia, dei singoli territori. La Sardegna è già pronta a distinguersi in questo settore”. Per Gianluigi Tolu, funzionario della Confcommercio, “questa è una battaglia culturale che l’Italia non deve perdere, poiché il nostro Paese può mettere in campo una straordinaria varietà di prodotti tipici con un altissimo valore aggiunto.”