Dispersione scolastica: decolla l’Osservatorio
E’ andato a buon fine il progetto avviato
un anno e mezzo fa dall’Assessorato Pubblica Istruzione del Comune
di Olbia. In una pubblicazione di 142 pagine sono stati raccolti i dati
relativi alla prima indagine conoscitiva sulla dispersione scolastica,
a cura dell’Osservatorio Permanente costituito con i fondi del
POR Sardegna e con risorse comunali. L’importante iniziativa,
la prima del genere a livello regionale, è stata presentata alla
stampa dall’Assessore Paolo Calaresu, affiancato dalla responsabile
dell’Osservatorio Dr.ssa Annamaria Chessa e dal sociologo Matteo
Sartor, curatori dell’Indagine. Questa sarà al centro dei
lavori, articolati in tre giornate, in cui verrà dato ampio spazio
alle problematiche della scuola e del mondo giovanile.
Si comincia mercoledì 10 dicembre alle 9 del mattino, presso
il Palazzo Expò. La cerimonia di apertura darà il via
agli Stati generali della scuola olbiese e al Salone dello Studente.
Seguirà la proiezione del film di F.Truffaut “I 400 colpi”
, un viaggio nel “pianeta giovani” che fornirà interessanti
spunti di dibattito al pubblico in sala. Mercoledì pomeriggio,
verranno illustrati i risultati della ricerca sulla dispersione scolastica
nelle scuole di Olbia. Le anticipazioni fornite oggi in conferenza stampa,
riferite all’anno 2001-2002, documentano la serietà del
problema. Nelle medie inferiori il tasso di dispersione è del
2,38%; ovvero su 1.700 studenti, 39 abbandonano gli studi. Allarmante
anche il tasso di insuccessi (alunni che vengono respinti): il 12,67%,
ma questo dato sale addirittura al 16,64% se si considera la prima classe
delle medie inferiori. Nelle superiori, la dispersione scolastica è
attestata intorno al 6,85%. Questo significa che su 3.620 studenti si
registrano 240 abbandoni.
Alta anche la percentuale degli insuccessi alle superiori: il 13,23%.
L’indagine ha confermato che la dispersione scolastica è
un fenomeno riguardante soprattutto gli studenti maschi. Le motivazioni,
varie e molteplici , sono state oggetto di uno screening effettuato
su un campione attendibile della popolazione scolastica olbiese. Da
quest’anno è operativa anche la struttura dell’Osservatorio
sulla dispersione, con una sede presso gli Uffici dell’Assessorato
a Poltu Quadu. E’ stata infatti attivata un’équipe
di lavoro multiprofessionale, con uno psicologo e un pedagogista. “Il
nostro obiettivo-ha dichiarato l’assessore- è fare breccia
nel muro che spesso si crea tra le famiglie e la scuola, favorendo un
clima di collaborazione, dinamismo e comprensione. L’Osservatorio
potrà organizzare anche dei servizi di “tutoraggio”
ed intervenire in modo concreto per contrastare abbandoni, insuccessi
e ritardi”. Giovedì 11 dicembre parleranno di orientamento
e formazione, sempre presso la sala convegni dell’Expò,
docenti universitari ed esperti del settore (Dr.ssa L.Saba, Don G.Saba
e Prof.ssa G.Manca), coordinati dalla Dr.ssa Paola Sini. Gli interventi
sono programmati per la mattinata mentre, a partire dalle 16, è
previsto un incontro-dibattito aperto agli studenti e ai genitori. Venerdì
12 dicembre si terrà un concerto per gli studenti in Piazza Regina
Margherita.
A ripercorrere la storia del rock: da J.Hendrix agli U2, sarà
la band “Kapayanka” (spesso in concerto con Vasco Rossi).
Il microfono passerà poi al cabarettista Giuseppe Masia che intratterrà
“la piazza” con le sue intelligenti ed irresistibili gags.
Alle ore 16 si ritorna a parlare delle sinergie possibili tra scuola
ed istituzioni. Il palco dell’Expò ospiterà il Sindaco
Settimo Nizzi, il Dott.Sebastiano Sannittu, la Dr.ssa Paola Sini (Ispettore
Ministeriale) e il Dott. A.Pietrella (Direttore Generale P.I. e rappresentante
Ministero dell’Istruzione). Ad esprimere le considerazioni finali
saranno la Dr.ssa Annamaria Chessa e l’assessore Paolo Calaresu.
Nel corso della conferenza stampa odierna è stato lanciato un
appello ai genitori affinché partecipino numerosi agli incontri
organizzati all’Expò. Nell’indagine promossa dall’Osservatorio
vi sono anche numerose interviste fatte ai giovani dalle quali emerge
una pressante richiesta di ascolto, attenzione e dialogo. Chiedono e
attendono risposte, dalla scuola e dalla famiglia che continuano ad
essere i loro punti di riferimento. Bisognerebbe quindi cogliere questa
occasione di confronto e integrazione, nell’interesse di tutti.