Giovanni Campus: artista
"classico", nato ad Olbia, apprezzato nel mondo
Lui si definisce “pittore, scultore e,
soprattutto, un dilettante che si guarda intorno e s’interroga”.
La modestia si addice allo stile asciutto e rigoroso sia dell’uomo
che dell’artista olbiese Giovanni Campus, classe 1929, considerato
uno dei personaggi più rappresentativi dell’arte contemporanea
italiana. Oggi per Campus è stata una giornata importante; in
mattinata è stato ufficializzato l’Archivio di via Fiume
d’Italia, curato dall’architetto Demetrio Marrosu, uno spazio-museo
interamente dedicato al suo prestigioso percorso artistico (www.archiviogcampus.it).
Nel pomeriggio, presso la Sala convegni dell’Expò, è
stato presentato il nuovo catalogo antologico che documenta in modo
esauriente ed efficace l’attività dell’artista, nato
ad Olbia, a partire dal 1964 sino alla produzione più recente.
Prima degli interventi dei critici d’arte Luciano Caramel, Maria
Grazia Scano Naitza e Giuliana Altea, parole di grande apprezzamento
per l’opera di Giovanni Campus, sono state espresse dal Sindaco
Settimo Nizzi. Si è poi entrati nel vivo di quello che Caramel
ha chiamato “il caso Campus” . Lo studioso che segue ormai
da quarant’anni il lavoro dell’artista olbiese, ha analizzato
i tre temi di discussione dell’arte contemporanea: la modernità,
la razionalità e la progettualità. Campus riassume ed
ingloba questi concetti in modo “quanto mai significativo. Le
sue opere si offrono come campi di energia, vivi e internamente dinamici”.
M.G.Scano Naitza, nel suo intervento, ha inquadrato l’opera di
Campus nel contesto storico-artistico dell’arte sarda e nazionale,
definendo la ricerca da lui attuata “difficile e sofisticata ancorata
al rapporto con la scienza e il pensiero logico”. Critici d’arte,
collezionisti ed estimatori del pittore-scultore olbiese restano affascinati
dalle forme aperte delle sue opere in costante divenire; cunei che mettono
in crisi l’idea di perfezione; oggetti che paiono animati da una
grandissima tensione, in relazione dialettica con lo spazio. Giuliana
Altea ha sottolineato il rigore di Campus “artista meditativo
e poetico che , con la sua arte parla al mondo e con esso si confronta.
Le sue opere, oltre ad essere intellettualmente stimolanti, sono di
una bellezza classica e raffinata. Fa coesistere il mondo delle forme
costruite con il ricordo del caos primordiale, sempre tenuto sotto controllo
dall’intervento progettuale”. La giornata, dedicata a Giovanni
Campus si è conclusa con la visita all’Archivio dove sono
esposti numerosi lavori di un artista che non si finisce mai di scoprire
ed apprezzare.