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    Azzurri d’Italia per uno sport migliore

Giacomo Agostini e il team di Mascalzone Latino sono stati i più applauditi a bordo della nave “Moby Freedom” dove , nell’ambito della due giorni di lavori organizzata dall’Associazione Nazionale Azzurri d’Italia, si è svolta la premiazione di numerose vecchie glorie dello sport e la consegna di un riconoscimento speciale ai velisti reduci da Aukland. Chiamato con i suoi ragazzi sul palco, Gigi Carpaneda, preparatore della squadra di Vincenzo Onorato, ha precisato: “Quando siamo arrivati in Nuova Zelanda, ci hanno chiesto se eravamo lì per vincere. Noi abbiamo risposto: no, siamo qui per cercare di imparare. In effetti, non abbiamo fatto molta strada, anche a causa di una buona dose di sfortuna; in compenso ci hanno dato il premio simpatia e abbiamo deciso di ripresentare la nostra sfida per la prossima Coppa America”. E’ seguita la premiazione di Giacomo Agostini, vincitore di 15 campionati del mondo di motociclismo.

A giudicare dalla quantità di applausi e dalle richieste di foto e di autografi, la popolarità dell’ex-campionissimo delle due ruote è ancora vivissima. Numerosi olimpionici nelle varie discipline, tra cui Livio Berruti, Mario Armano e Piero D’Inzeo, hanno risposto alle domande poste dai giornalisti e dagli ospiti presenti nello scenografico salone della Moby Freedom. A margine del convegno, incentrato sulla sponsorizzazione e gestione degli impianti sportivi pubblici, sono state ricordate storia e finalità dell’Associazione Nazionale Azzurri d’Italia, nata nel 1948 da un’idea del marciatore sardo Franco Pretti. Attualmente gli iscritti sono oltre 10.000; i requisiti per esservi ammessi sono i seguenti: medaglie d’oro al valore atletico; atleti che abbiano indossato la maglia azzurra in rappresentanza ufficiale dell’Italia o che siano stati qualificati ‘Azzurri’ dalle rispettive federazioni; coloro che abbiano conseguito primati mondiali o continentali; atleti che abbiano degnamente rappresentato l’Italia in competizioni sportive internazionali, la cui dignità di atleti azzurri d’Italia sia riconosciuta ‘motu proprio’ dall’Associazione; atleti che abbiano fatto parte ufficialmente delle nazionali partecipanti ai campionati mondiali o europei di categorie giovanili; atleti partecipanti ai campionati mondiali militari e universitari nelle discipline riconosciute dal Coni.

Gli Azzurri d’Italia hanno anche lanciato un forte richiamo alla riscoperta dei valori nel mondo dello sport. E per diffondere questo messaggio hanno aderito alla “Carta del Fair Play”, il cui testo, purtroppo, suona oggi come un’utopia: “Fare di ogni incontro sportivo una sorta di festa; conformarsi alle regole e allo spirito dello sport praticato; rispettare gli avversari; accettare le decisioni degli arbitri e dei giudici sportivi sapendo che hanno diritto all’errore ma hanno fatto di tutto per non commetterlo; evitare la cattiveria e le aggressioni negli atti, nelle parole e negli scritti; non usare artifizi nè inganni per ottenere il successo; restare degno nella vittoria come nella sconfitta; aiutare ognuno con la presenza, l’ esperienza e la comprensione; soccorrere ogni sportivo ferito o la cui vita sia in pericolo; essere realmente un ambasciatore dello sport, aiutando a far rispettare i principi qui affermati”.